
La scusa per andare a un matrimonio è quella che tra amici e parenti c’è sempre qualcuno che ti dice “magari conosci la donna della tua vita!”, ma non succede mai perché ai matrimoni difficilmente ci vanno ragazze che hanno bisogno di un matrimonio per conoscere qualcuno, ci vanno solo quelle che non vedono l’ora di sposarsi, quindi meglio evitare. Tra l’altro quel banchetto, preparato come se nessuno avesse mai mangiato nella sua vita, è un attacco ai valori di trigliceridi e colesterolo, autorizzato solo dall’evenienza, dal quale ci si riprende solo dopo giorni e giorni di acqua e minestroni in flebo. Quindi no e basta. Ma quando arriva l’invito, la partecipazione (io le conservo tutte, per controllare quante unioni hanno retto negli anni, ma ne parliamo un’altra volta), rappresenta ancora per un attimo la possibilità di assistere LIVE al momento in cui due persone si giurano amore eterno. È per questo che, banchetto o no, la cerimonia non andrebbe comunque mai disertata. C’è un gioco delle parti bellissimo, rispettato da tutti i personaggi con calore e sentimento. Il futuro sposo che arriva prima con qualche amico fidato (che la sera prima gli ha organizzato l’addio al celibato, hanno ancora i volti tumefatti dalla qualsiasi). I primi parenti, quelli che non si vedono mai (sono quelli più sovrappeso, sono gli stessi di Natale), la madre della sposa con le amiche, le amiche della sposa che si guardano attorno in cagnesco e poi, con il classico quarto d’ora di ritardo (la mezz’ora è appena appena tollerata, dai 40 minuti in poi sei solo maleducata) arriva la sposa in un’automobile comunque assurda in compagnia di un padre con in tasca l’assegno per pagare i musicisti e il fioraio dell’addobbo in chiesa. Dopo i saluti comincia la recita: stupenda! Entra il prete, allegro. Il padre parte con il piedino e accompagna lentamente sua figlia all’altare per vederla solamente da dietro mentre le lascia la mano per prendere quella dell’orco che l’aspetta là davanti come uno scemo. La madre di lui comincia a piangere, pensando “chissà come quella strega tratterà il mio cucciolo”, ma subito si riprende pensando a quante domeniche potrà rovinare a casa sua. La madre di lei non piange, pensa a quanto tempo dovrà dedicare ai pannolini e all’intrattenimento dei futuri nipotini, diventerà nonna presto. Il padre di lui pensa ai buffi che dovrà fare per aiutare suo figlio per mantenere questa nuova famiglia. Tutti ci credono. Sono meravigliosi. E tutti gli invitati si sentono come il 12° giocatore in campo, partecipando appunto a quest’orgia di sentimenti.
Ma giorni fa, in Puglia, a Monopoli, qualcosa è andato storto: alla domanda “vuoi tu ecc ecc?” lo sposo ha risposto con calma un bel “NO”. - “Vuoi ripetere figliolo?” - “Ho detto no”. - “Posso chiederti il motivo?”- “Chiedetelo alla sposa e al suo testimone!”. Cosa avreste dato per essere lì, spettatori di un’unica replica? Un po’ come essere stati una sera alla Bussola con Mina senza sapere che sarebbe stata l’ultima: fantastico, tutto all’aria, tutto a monte, il banco è saltato! E tra la rabbia, la disperazione e lo stupore generale, il mancato sposo è andato pure al banchetto, ma solo con i suoi parenti, a festeggiare il ritorno al celibato!
Dimenticavo: “la sposa era bellissima”. Si dice così, no?