
Finimondo: dopo l’ultimo pezzo sui profumi, i commenti si sono scatenati per comunicare le ingiustificate assenze da quella lista che era un collage personale di vecchie sensazioni “mosse” dai grandi classici della profumeria mondiale più che un elenco di “must have”. Ma, secondo le vostre giuste segnalazioni, oggi la completo aggiungendo almeno due grandi case profumiere. Penhaligon’s: bisogna cominciare dalla bottiglia, il solo maneggiarla ti catapulta nel 1870, l’anno in cui venne fondata dal suo omonimo creatore. Forse fu proprio questo il motivo, la macchina del tempo, che spinse Franco Zeffirelli a un certo punto della sua vita, ad aiutare una sua amica stilista, Sheila Pickles, che ritrovò in una cappelliera qualche ricetta originale , ad aprire il piccolo e ormai storico negozio a Covent Garden, a Londra, l’unico posto dove si è autorizzati dalle proprie paranoie a comprarlo, per provare il brivido di essere trattati male mentre si cerca di pronunciare correttamente il nome dell’essenza: “Blenheim Bouquet”.
Per Creed (since 1760!) va invece fatto un discorso a parte, personalissimo. I campioncini che personalmente odio (non sai dove metterli, si aprono a tradimento, non li trovi mai e se li trovi ti mettono in difficoltà: “come mai sta qui nel pigiama?”) mi sono stati utili, per una volta almeno, per individuare il nome di un’essenza Creed in un fortunatissimo incontro della mia vita con Quincy Jones, il più grande produttore di musica black di tutti i tempi! Dopo una lunga chiacchierata in cui abbiamo dissertato di come fosse mai possibile che Michael Jackson, da lui prodotto all’epoca, fosse stato denunciato per plagio per avere copiato una canzone di Al Bano, dopo esserci salutati con un abbraccio fraterno (hey brother!), una fitta mi prende al naso e riconosco uno dei campioncini di quel Creed, ma il nome? Quale poteva essere il profumo di Quincy? LO VOLEVO SUBITO! Corro a casa, li apro tutti e finalmente leggo il nome “Green Irish Tweed”. Ma che c’entra con Quincy? - mi chiedo. Volo in profumeria e chiedo la boccia più grossa di quel Creed. Vederla e capirlo è stato un attimo: era TUTTA NERA, anche le scritte! Che genio! Il suo profumo, nero come lui, e da quel giorno, ma solo quando voglio sentirmi jazz, o meglio, cool, con due gocce non sono in Irlanda ma nell’orchestra di Quincy Jones!