
Lo splendido film di Woody Allen “Midnight in Paris” mette sullo schermo una delle domande che ci facciamo durante le cene riuscite, non quelle dove si è chiesto notizie di coso o di quella per fare pettegolezzi, perché non ce ne è stato bisogno né quelle dove si è riso parlando male di qualcuno non presente, che “l’ha combinata davvero grossa a ‘sto giro, ma come si fa?”, né quelle dove non si sono sollevate polemiche inutili, o dove non si è discusso tra madri e figli. Ma quelle cene quelle dove si sono fatte battute molto divertenti: basta tirare fuori una domanda tipo “che cosa ci fareste se doveste vincere 100 milioni di euro al Superenalotto” per stare bene. Un’altra domanda evergreen è “in quale epoca vi sarebbe piaciuto vivere”. Tutti si lanciano nella loro preferita, con gli occhi che brillano di desiderio, ammantandola di magia, di riferimenti più o meno azzeccati, di sogni e di aspettative mal riposte: senza Stilnox negli anni 30? Ma siamo pazzi? Fino a quando uno degli invitati dice la sua, per ultimo, è quello che forse è stato un pochino al margine di questa bella cena, quello che non ha fatto commenti ficcanti, e mentre parla lo si guarda tutti un po’ storditi dal vino pensando “ sentiamo adesso questo che dice...”. E che dice? “A me va bene la mia!”. Purtroppo ha ragione lui, spegnendo i nostri sogni a differenza di Woody Allen che ce li ha fatti accendere con la grazia di chi ha raggiunto 75 anni. Ma purtroppo lo dice quasi con un grugnito chiudendo la conversazione, e forse anche la serata: gli altri commensali, con lo sguardo improvvisamente guasto guardano l’orologio, pensando che ormai è tardi e che domani è domenica e una volta ci si riposava, invece domani devo portare mio figlio a calcio contro quelli del “Villa Flaminia”. Il padrone di casa pensa invece che forse non è più il caso d’invitare questo che non parla mai e quando parla azzera tutto, e gli chiama un taxi, perché nessuno vuole accompagnarlo: non gli danno la sigla ma con un saluto frettoloso gli dicono “adesso arriva, scendi!”, per mandarlo via e fare un commento anche su di lui. Ma il taxi tarda e nel frattempo comincia a piovere, come nel film: lì si dice che Parigi forse è ancora più bella con la pioggia, figurati Roma, no? E sarà proprio grazie alla pioggia e all’attesa che non potrà fare a meno di notare quella biondina senza ombrello e che si fiderà di lui quella sera nell’accettare un passaggio su un taxi da uno sconosciuto. Che vuole vivere il suo tempo. Oggi.
3 commenti:
Già volevamo andare a vederlo, con mio marito, adoriamo Woody Allen.
Con questo tuo commento, però, la curiosità è raddoppiata!
PS è stato divertente fare la ferrata Tridentina dietro il tuo bel gruppetto, questa estate! :-)
Non ho ancora visto "Midnight in Paris" - io sono un fan sfegatato del Woody Allen vecchio stampo, per intenderci quello degli anni 70-80, di "Io & Annie", "Amore e Guerra" e "Il Dormiglione", ovvero di quell'Allen che nei nuovi film non sono riuscito più a trovare - ma questo tuo colorito quadro di una serata tra "amici" (con lieto fine) è stata una lettura divertente e veritiera.
Arrivederci al prossimo post.
Saper vivere qui e ora credo sia una grande dote: il passato è passato e il futuro è un'ipotesi!
Non ho ancora visto "Midnight in Paris", ma lo farò presto.
Anch'io preferisco i primi film di Allen, "Io e Annie" è uno dei miei film preferiti,humor lieve, sofisticato, la metafora stupenda dell'uovo e dell'amore.
Brunella
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